Ci sono dei termini cari allo Śivaismo Kashmiro che aiutano a gettare lampi di luce su spazi del proprio paesaggio interiore poco frequentati.
Uno di questi termini è viśrānti, il riposo, l’arresto.
Questo riposo non è da intendersi nel senso quotidiano di cui facciamo uso: “tregua, cessazione temporanea di un’attività, riposarsi da una fatica, sedersi, coricarsi”. Seppur sia molto bello e legittimo darsi a questo tipo di riposo, viśrānti si situa su un altro piano, poiché
ci muoviamo in un contesto che non ama il funzionamento ordinario della mente. Il riposo di cui parliamo è un’occasione per lasciar apparire le cose in modo diverso.
Nel funzionamento ordinario l’accento è sempre posto sulla dinamica: si inspira e si espira, si comincia e si finisce un’azione, si prende e si lascia. Ma se guardiamo alle cose attraverso uno sguardo che si spinge oltre l’ordinario e proviamo ad appoggiarci negli interstizi ecco che scopriamo lo spazio tra un respiro e l’altro, tra un gesto e quello successivo, tra un suono e l’altro. Ecco che si presenta viśrānti nel senso caro allo Śivaismo Kaśmiro: il riposo inteso come essere assorbiti in qualcosa, essere immersi in qualcosa senza nessun movimento mentale o strani desideri, senza ostacoli.
In questi seminari si lavorerà sul corpo attraverso attenzione, respiro, immaginazione e micromovimenti.
Si esplorerà il lasciar presa degli strati più grossolani per aprirsi ad un sentire più sottile in cui l’accento si sposta da ciò che consideriamo ovvio a ciò che si cela negli interstizi.
È un lavoro adatto a chiunque ne senta il desiderio.
sabato 17 ottobre, 6 marzo, 8 maggio ore 10.30 – 13
Prenotazione entro il martedì precedente il seminario con versamento della quota di €35.



