Laboratorio coreografico 60+

mercoledì ore 15 – 16.30

Lezione prova con prenotazione obbligatoria
dal 4 novembre al 31 marzo

Uno spazio di creazione consapevole, un luogo di trasformazione fisica e personale, un invito a praticare l’intelligenza cellulare

è uno spazio che accoglie la natura di questa fase della vita, quando la persona è chiamata a setacciare il proprio vissuto per mantenere o per lasciar andare, in modo che resti l’essenza e il sapore di un’esistenza

è uno spazio fisico in cui trasformarsi attraverso i percorsi del movimento danzato che danno valore al radicamento, all’estensione del corpo nello spazio e alla forza del gesto che nasce quando questi percorsi vengono attivati

è uno spazio in cui si danza per affermare un desiderio, per osare la propria bellezza, per superare una paura o per donare ciò che non abbiamo mai trovato le parole per raccontare

è uno spazio in cui la narrazione prende forma attraverso i desideri e la creatività di ognuna, componendo un lavoro comune che si costruisce un petalo alla volta

è uno spazio in cui danzare ciò che smuove il cuore, che ci dà gioia, che ci sembra impossibile, che ci fa sentire forti, che ci fa arrabbiare, ciò che ci rende strane agli occhi degli altri e molto altro ancora

è uno spazio che si estende oltre la sala, con dei piccoli studi e compiti di osservazione, di raccolta di immagini e di scrittura.

C’è un tempo per raccogliere e un tempo per lasciar andare.
È la traccia che guiderà la nostra pratica coreografica, in cui si potrà anche parlare, cantare o scrivere, sempre per osare, danzare e scoprirsi diversi.

 

Il Sapore del sale

Laboratorio coreografico 60+ è un incontro settimanale da dedicarsi in un’età molto speciale della vita; un’età che si costruisce come un cristallo, rilasciando tutto ciò che non è essenziale e scoprendo la forza del proprio coraggio e della propria unicità. Una forza che in questi incontri si apprende come attivazione e utilizzo efficiente dell’energia fisica e come capacità di attraversare e di aprirsi al desiderio e al sapore di un’esistenza.

 

Danzare è coreografare

Lab coreografico 60+ si sviluppa come un evento coreografico in cui i corpi sono chiamati ad agire con materiali danzati personali all’interno di regole condivise, creando una mappa di possibilità per lo sviluppo dei movimenti nello spazio e per le relazioni tra i corpi. Non si tratta di imparare ‘passi’ e neppure di improvvisare nella più ampia libertà, come puro rilascio fisico ed emotivo. Si tratta invece di attivare ‘stati di presenza’, ‘memorie corporee’ e ‘livelli di consapevolezza’, che permettono di agire inaspettati tracciati di movimento, all’interno di un progetto condiviso e collettivo.

 

Corpi coreografici

Mi sono occupata del corpo in movimento e dei movimenti della danza sin da bambina. Ho attraversato molti sport e molte tecniche di danza, ho incontrato molti maestri, soprattutto maestre, e ho poi iniziato a insegnare. In un punto di questo percorso, decido che apprendere e insegnare i materiali della danza non è separabile dall’azione di creare e coreografare, che formare danzatori è formare corpi della danza che incarnano sin dai primi passi un’intelligenza coreografica. Che la responsabilità di creare non deve essere relegata a un tempo successivo all’apprendimento della tecnica o a un’improvvisazione finale all’interno di una lezione.

 

Percorsi

La mia proposta didattica attuale è non imitativa e conduce il corpo a riattivare e riconoscere delle modalità di funzionamento e delle memorie che lo rendono mobile e reattivo, permettendogli l’espressione di un pensiero fisico e spaziale che porta con sé conoscenza, memoria, emozioni, desideri, pensieri, sia a livello consapevole che inconsapevole. Un pensiero che non separa la mente dal corpo e che è infuso di intelligenza del cuore.

Fonti

La mia didattica ha molte fonti, in particolare l’Improvvisazione Strutturata,i codici coreografici post-moderni e i sistemi di analisi di movimento Alexander e Laban/Bartenieff. L’Aikido con i principi di trasferimento dell’energia tra i corpi, ma anche le tecniche teatrali di Michail Čechov — per l’essenzialità del gesto, e di Stella Adler — per il linguaggio delle azioni. In questi ultimi anni perseguo la formazione sul corpo energetico e multidimensionale: frammenti di un tutto che è stato attraversato, trasformato e condensato in una visione assolutamente personale.

A cura di

Gianna Valenti

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